Irrigatori statici: diverse tipologie e caratteristiche

Gli irrigatori statici vengono comunemente chiamati «spray» , e sono caratterizzati dall’emissione di acqua formando una sorta di ventola (pensate ad uno spruzzino per doccia). Possono esservi installate differenti testine per determinare il raggio di tiro dell’acqua e, generalmente hanno bisogno tra 20 e 30 PSI di pressione dell’acqua per funzionare correttamente.

Possono essere di vario tipo, a seguito analizziamo le tre tipologie più comuni.

Tipi di irrigatori statici: pop-up, arbusto ed a goccia

  • Irrigatore a pop-up: installati sotto terra. Un pistone che contiene il buco dal quale fuoriesce l’acqua si solleva dal corpo dell’irrigatore quando questi è in funzione e si ritare indietro sotto terra quando non è in uso. Rappresentano un’ottima soluzione quando si tratta di terreni con grandi presenze di arbusti. Questi tipi di spruzzatori sono inoltre abbastanza economici e presentano il vantaggio della sicurezza (evitano che qualcuno inciampi in essi per esempio) ed essendo nascosti anche l’aspetto “ordinato” della coltivazione è tutelato. Sono disponibili in varie altezze, generalmente 5 cm, 7cm, 10 cm, 15 cm e 30 cm sono le altezze più comuni. Per grande appezzamenti (serre, orti commerciali, vivai ecc.) si usano generalmente almeno 15 cm di altezza, e lo stesso vale per i campi in quanto l’altezza aggiuntiva può evitare agilmente problemi. Su coltivazioni di funghi ed alcuni tipi di cereali come la segale sono necessari almeno 10 cm. Gli spruzzatori da 2 cm di altezza possono essere altrettanto utili in casi specifici, ma bisogna prestare particolare attenzione a possibili occlusioni dovute ad erba, terra o sporcizia ed inoltre va considerato che il raggio d’azione è limitato;
  • Irrigatore ad arbusto: questi strumenti sono progettati per essere installati al di sopra del suolo fissati ad un tubo. Prendono il loro nome in quanto in passato erano ampliamente utilizzati in zone ricche di arbusti. Questa tipologie è sempre più spesso abbandonata dagli esperti dell’irrigazione, tranne nei casi in cui sia impossibile sustituirla con un irrigatore a goccia per esempio. Il motivo di questo abbandono è principalmente collegato ad un fattore di sicurezza: è molto facile inciampare in quanto questi apparecchi perchè si mimetizzano nelle coltivazioni;
  • Irrigatori a goccia: anche chiamati a cascata, fanno sì che l’acqua goccioli sul suolo a velocità davvero ridotte (2-20 litri/ora), grazie ad un sistema di tubi di plastica di dimensioni ridotte, dotati di prese chiamate emettitori o dall’inglese drippers. L’acqua viene in questo modo applicata vicino alle piante in modo che solo la parte di terreno dove crescono le radici venga bagnata, a differenza di altri tipi di irrigazione , come quella di superficie che comporta che tutto il terreno venga bagnato. Con questo sistema le applicazioni di acqua sono più frequenti (generalmente ogni 1-3 giorni in base al tipo di coltivazione) rispetto ad altri metodi e questo fornisce un livello di umidità molto favorevole nel terreno in cui le piante possono prosperare.